Rimantas Kaukenas: "Seton Hall nel cuore, le scelte difficili aiutano a crescere"

Rimantas Kaukenas: "Seton Hall nel cuore, le scelte difficili aiutano a crescere"

Dal trasferimento negli Stati Uniti d’America, fino agli anni in Italia e all’impegno con la sua Fondazione. Rimantas Kaukenas, cestista lituano classe 1977, si è aperto a 360°.

"Del college ho degli splendidi ricordi. Per quattro anni ho giocato per Seton Hall, università del New Jersey fondata nel 1856. Sono arrivato negli Stati Uniti nel 1996, con la Lituania che aveva conquistato l’indipendenza da appena due anni e il basket non era ancora molto organizzato. Avevo voglia di studiare e continuare a praticare il mio sport preferito e l’unico modo era volare in America il prima possibile. Prima di scegliere Seton Hall ho passato al vaglio una decina di proposte, anche se in realtà avevo già deciso.

Da quelle parti è tutto più complesso e stimolante ed ero certo che sarei migliorato solamente attraversando le difficoltà. La squadra andava forte e anche dal punto di vista nozionistico dovevamo darci da fare per superare gli esami. Il primo anno è stato in salita, devo ammetterlo. Ho sofferto tanto, ma giorno dopo giorno continuavo a rendermi conto di come non avessi potuto fare una scelta migliore. I percorsi semplici, a mio avviso, portano e porteranno sempre a risultati mediocri. Lo scorso anno sono stato inserito nella Hall of Fame dell’università, è stato un momento di grande gioia.

Al termine dell’università avrei potuto scegliere se continuare a giocare o andare a lavorare a New York. Il resto è storia. Ho provato un mese all’Olimpia Lubiana, in Slovenia, e poi mi sono trasferito all’Hapoel Galil Elyon, in Israele. È lì che ho conosciuto la mia futura moglie e ciò mi rende ancora felicissimo. Gli anni in Italia? Sono stati fantastici, sono ancora in contatto con tante persone di Siena e Reggio Emilia vicine al mio cuore. Aver lasciato un segno è qualcosa di speciale.

Con la mia Fondazione, ormai dal 2012, aiutiamo famiglie che hanno bambini che versano in situazioni critiche e in questo periodo ci siamo dati da fare ancora di più. Abbiamo dato un contributo forte organizzando eventi per la raccolta fondi (dalle maratone, fino al basket e al karate) ma siamo certi di poter fare ancora di più.

I quattro anni a Seton Hall sono qualcosa di indelebile. Sono cresciuto come uomo e come professionista.

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