Tommaso Schold: "In America ho trovato la mia pace interiore"

Tommaso Schold: "In America ho trovato la mia pace interiore"

Livornese, classe 1998, Tommaso Schold è dal 2018 uno studente atleta della Columbus State University, in Georgia. Nella stagione che è pronta a lanciarlo verso il titolo accademico, ci siamo fatti raccontare la sua esperienza negli States.

“Come spesso accade quando si è piccoli – racconta Tommaso – non è semplice individuare presto il proprio sport. Mi piaceva il calcio ma ai miei nonni l’ambiente non andava a genio. È così che mi sono avvicinato al tennis, in un circolo vicino casa, e da quel momento in poi non ho più smesso. Sono passato dalla Libertas Livorno, al Tennis Club Pontedera, poi il Tennis Club Santacroce fino al centro CONI Nazionale. I progressi c’erano, anche se incastrare tutto con la scuola non era affatto semplice, ma ho sempre lavorato duro. Ho raggiunto la classifica nazionale 2.4, giocando diversi tornei del circuito ITF, prima della svolta”.

Già, la svolta. Gli Stati Uniti per Tomasso erano un’ipotesi remota, ma nella vita ‘mai dire mai’. “Diverse università stavano iniziando a contattarmi – prosegue il tennista livornese – ma non ero così convinto di trasferirmi dall’altra parte del mondo. Avevo paura, sono onesto. Dopo aver raccolto la testimonianza di un amico ho cambiato idea, ho contatto StAR e ci siamo dati da fare per trovare l’università che facesse al caso mio. La famiglia mi ha dato tutto il supporto del caso e ad agosto del 2018 sono partito alla volta della Columbus State University”.

Tommaso sta studiando comunicazione e a maggio del prossimo anno scoccherà l’ora della laurea. “Appena arrivato è stata dura, lo ammetto, ma ho trovato un gruppo pronto a sorreggermi in ogni difficoltà, dalla lingua alla gestione del tempo e degli spazi. Da quel momento in poi è stato tutto in discesa. La vita qui? È un alternarsi continuo di allenamenti e classi, mentre per quanto riguarda lo studio sta a noi imparare a gestirci al meglio. In campo si vive molta più intensità rispetto a quanto accade in Italia e l’obiettivo è portare il lavoro individuale all’interno del team. Gli ultimi due anni siamo riusciti ad imporci nel Campionato Nazionale Indoor ma so che possiamo toglierci altre grandi soddisfazioni”.

Alla fine è sempre tempo di bilanci. “Tutte le ansie e le perplessità che avevo prima di iniziare quest’avventura si sono sciolte come neve al sole. Dalle lacrime il giorno della partenza ora ci sono soltanto sorrisi. Ho acquisito maggiore consapevolezza nei miei mezzi, maggiore convinzione in ciò che faccio a 360°. Mi sento indipendente nel vero senso della parola. Ho trovato la mia pace interiore”.

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